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Il Bangladesh apre le porte alle adr per ridurre i crediti inesigibili

Lo scorso 22 luglio il BIAC (Bangladesh International Arbitration Center) e la DCCI (Camera di Commercio e dell’Industria di Dhaka) hanno organizzato una tavola rotonda sui sistemi ADR nella gestione del rischio dei prestiti bancari non performanti. All’evento hanno preso parte molti analisti, esperti e rappresentanti di banche e istituzioni, che hanno rappresentato il quadro attuale dei crediti deteriorati del settore bancario. Alla fine di marzo 2018, secondo il presidente della DCCI, Abul Kasem Khan, i NPL nel settore bancario si attestavano a 88.500 crore di Taka. Una cifra piuttosto alta, considerando infatti che il Bangladesh registra il 10,78% di crediti in sofferenza, contro l’1,6% in Malesia, l’1,9% nelle Filippine, il 2,9% in Tailandia e Indonesia, circa il 2,5% in Cambogia, il 2,6% in Sri Lanka e il 2% in Nepal. Secondo Khan, le banche dovrebbero adottare politiche restrittive nel recupero dei prestiti, introducendo sistemi di giustizia alternativa che velocizzino le procedure. “È tempo che le banche ripensino e ridefiniscano i loro sistemi di recupero dei prestiti”, ha detto. Secondo il  responsabile degli affari legali presso la City Bank, Shafayat Ullah,  “l’ADR consente di risparmiare tempo, costi ed è un procedimento riservato. In ogni contratto dovrebbe essere inclusa la clausola di arbitrato e di mediazione”, ha concluso. Il Governo del Bangladesh si è mostrato interessato e favorevole ad introdurre questi sistemi nel settore bancario, con riforme politiche che riducano i NPL. “Una sana economia – ha affermato la segretaria aggiunta della divisione delle istituzioni finanziarie, Salma Nasreen- dipende da un sistema bancario efficiente”.